“Ho passato diciassette anni facendo la fame, poi ne ho vissuti otto da milionario. Me ne mancano ancora altri nove.”
By Antonio
Questo post è stato pubblicato il Lunedì 11 Febbraio 2008, alle 8:07 am ed è archiviato in Uncategorized. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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8 Risposte a ““Ho passato diciassette anni facendo la fame, poi ne ho vissuti otto da milionario. Me ne mancano ancora altri nove.””
quanto odio quella gente. mia nonna cita sempre il proverbio “dio me ne guardi dal povero inricchito” e un altro in dialetto, che tradotto dice “quando la merda monta in groppa…”
Ho come l’impressione di essere l’unico a trovare la poesia in un calciatore esagerato in ogni senso.
Mille volte meglio lui dei noiosi tronisti ragionieri, no?
Io sono d’accordo con te, Antonio. Domenica ho avuto modo anche di farmi autografare una maglietta della Samp, e ne sono contento. Non so se è necessario cercare la poesia anche in come si comporta, di sicuro non è difficile trovarla in come gioca.
Arwen: quel detto è uno dei classici esempi dell’invidia popolare. I problemi parlano anche delle persone che li imparano a memoria, non solo delle persone di cui si parla nei proverbi stessi.
Antonio, io ovviamente sono con te.
Arnaldo: cazzo, t’invidio:)
Trovo molto più poetico Cassano con la sua grammatica incerta e l’attegiamento da scugnizzo che i calciatori “life is now” e billionaire.
Almeno Cassano si presenta per quello che è.
Ho recuperato grazie ad antonio e colas l’intervento di Cassano a Che tempo fa e adesso sono una persona migliore. A parte delle difficoltà linguistiche che non si giustificano con nessun dialetto, e che sono la parte buffa, mi è sembrato molto consapevole di se stesso. Talento+dissipazione però pagano più nella musica che non nel calcio. Non a caso chi segue più il calcio della musica lo detesta, in particolare i milanisti abituati a quel chiesaiolo di Kakà (questa parte non c’entra ma la volevo dire lo stesso)
Lunedì 11 Febbraio 2008, alle 11:12 am
Quanto mi sta sul ca**o…
Lunedì 11 Febbraio 2008, alle 1:41 pm
In attesa? Mmmm, NO.
Lunedì 11 Febbraio 2008, alle 3:16 pm
.. e poi si leva dai cog*******?????
quanto odio quella gente. mia nonna cita sempre il proverbio “dio me ne guardi dal povero inricchito” e un altro in dialetto, che tradotto dice “quando la merda monta in groppa…”
Lunedì 11 Febbraio 2008, alle 4:43 pm
Ho come l’impressione di essere l’unico a trovare la poesia in un calciatore esagerato in ogni senso.
Mille volte meglio lui dei noiosi tronisti ragionieri, no?
Lunedì 11 Febbraio 2008, alle 7:42 pm
postare il goal all’inter ti potrebbe rendere inviso ai più permalosi tuoi lettori interisti. c’hai pensato?
Mercoledì 13 Febbraio 2008, alle 5:02 pm
Io sono d’accordo con te, Antonio. Domenica ho avuto modo anche di farmi autografare una maglietta della Samp, e ne sono contento. Non so se è necessario cercare la poesia anche in come si comporta, di sicuro non è difficile trovarla in come gioca.
Arwen: quel detto è uno dei classici esempi dell’invidia popolare. I problemi parlano anche delle persone che li imparano a memoria, non solo delle persone di cui si parla nei proverbi stessi.
Mercoledì 13 Febbraio 2008, alle 5:22 pm
Antonio, io ovviamente sono con te.
Arnaldo: cazzo, t’invidio:)
Trovo molto più poetico Cassano con la sua grammatica incerta e l’attegiamento da scugnizzo che i calciatori “life is now” e billionaire.
Almeno Cassano si presenta per quello che è.
Sabato 16 Febbraio 2008, alle 11:08 am
Ho recuperato grazie ad antonio e colas l’intervento di Cassano a Che tempo fa e adesso sono una persona migliore. A parte delle difficoltà linguistiche che non si giustificano con nessun dialetto, e che sono la parte buffa, mi è sembrato molto consapevole di se stesso. Talento+dissipazione però pagano più nella musica che non nel calcio. Non a caso chi segue più il calcio della musica lo detesta, in particolare i milanisti abituati a quel chiesaiolo di Kakà (questa parte non c’entra ma la volevo dire lo stesso)