Modi strambi per passare un pomeriggio libero

Quello che vedete in questa foto non è Marc Bolan. E’ un ragazzino diciassettenne chiamato Matthew Smith. Un ragazzino che, nei primi anni ottanta, ha scritto due videogiochi essenziali, Manic Miner e Jetset Willy, ha fatto un mucchio di soldi, ha sbroccato prima di concludere la trilogia, ha speso tutto in droga, ed è scomparso nel nulla per quasi vent’anni.

Un passo indietro. Se eri un ragazzino negli anni ottanta, i tuoi genitori avevano un metodo infallibile per incasellarti da subito nella categoria ‘disadattati‘. Bastava che, al posto del Commodore64 posseduto da tutti- tutti- i tuoi amici, decidessero di comprarti lo ZX Spectrum della Sinclair. Tutti i tuoi amici si sarebbero scambiati i giochi, tu no. Tutti i tuoi amici sarebbero stati con un joystick, tu a spippolare sulla tastiera. Tutti i tuoi amici avrebbero giocato come e quando volevano, tu avresti dovuto pensarci almeno cinquanta minuti prima, ad infilare quella dannata cassettina.

(quando i mai troppo lodati Virginiana cantano di essere ‘lento e disconnesso’ come un C64 dimostrano di non aver mai, evidentemente, avuto a che fare con i Sinclair.)

La scelta, ovviamente, era di mio padre. La ragione, che con lo Spectrum avresti potuto imparare a programmare con il Basic, e da lì partire verso un brillante futuro tecnologico. Non si può dire che a mio padre sia mancata la lungimiranza. Non aveva, purtroppo per lui, fatto bene i conti con il suo unico figlio che avrebbe sempre collezionato quattro in matematica ed avrebbe sempre posseduto la stessa verve tecnologica di un bradipo ubriaco.

(la vedete quella foto lissù? ecco, a me sarebbe piaciuto fare partire il testo immediatamente a sinistra della stessa. peccato che io non riesca minimamente a comprendere come questo inenarrabile risultato si possa mai conseguire.)

In quei lunghi, interminabili pomeriggi preadolescenziali la mia salvezza si chiamava Jetset Willy. Certo, capitava che qualche amico ti invitasse a casa sua a giocare a Summer Games, bullandosi così con te della sua infinitamente migliore vita sociale. Ma la maggior parte delle volte (sempre), finivi da solo nella tua cameretta a raccogliere oggetti per una casa inquietante, popolata da strani mostri (e cessi che ronzavano, e croci e preti che ti inseguivano: un po’ come nella vita reale, insomma), per riuscire a concederti un po’ di sonno, negato dalla cattivissima moglie che ti barrava l’ingresso della stanza da letto.

Autore di questo delirio, il sopra effigiato Matthew Smith. Nel frattempo, hanno ritrovato le sue tracce. La sua lucidità lascia, invece, tuttora lievemente a desiderare.

5 years after I was a washout, 10 years I was history, it’s coming up to 20 years and now I’m a legend“.

Non avevo molti dubbi. Con un pomeriggio libero a disposizione, in rete avrei trovato di tutto- anche una storia interessante sulla quale scrivere qualcosa. Quello che non mi sarei mai aspettato di incrociare, però, è che degli italiani- i bolognesi Opificio Ciclope, che scopro essere dietro anche ai video dei Settlefish e dei Disco Drive– avessero fatto qualche anno fa un documentario su di lui, Spectrum Diamond: the genius and the legend of Matthew Smith. Lo potete scaricare direttamente in formato .avi, oppure potete comodamente vederlo su Youtube. Questa è la prima parte.

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10 Risposte to “Modi strambi per passare un pomeriggio libero”

  1. miic Says:

    Rivendico il mio status di Spectrumista tutta la vita. Probabilmente è stata quella dose di fighettaggine isolata a vaccinarmi contro il pericolo di diventare macchista

    (ah, e in basic imparai a fare un programma per calcolare quanti giorni avevo vissuto. non male, eh?)

  2. // R Says:

    10 LOAD ricordi degli anni 80
    15 lo ricordo lo spectrum
    20 tutto nero e coi tastini di gomma
    30 ma è col C64 che imparai a fare semplici programmini
    40 per calcolare le aree e i perimetri di figure geometriche
    50 e a cambiar colore alla cornice e allo schermo anche in modo psichedelico
    60 riuscii a mettere una scritta fasulla nel programma che diceva “ATTENDERE PREGO” in modo che risultasse più credibile la difficoltà di calcolo a cui sottoponevo il C64
    70 ovviamente non ero un enfant prodige
    80 usufruivo della tecnologia che veniva regalata a mio fratello
    90 che si scrisse a ingegneria informatica
    100 io mi iscrissi a lingue
    110 RUN

  3. Disorder Says:

    Insomma, lo Spectrum come un Mac sfigato. Se all’epoca fossero esistiti i blog avresti trovato tanti amicici nella tua condizione ;)

    Io avevo il C64 e suppongo che parlando di tempo per caricare i programmi ti riferisca al fatto che il C64 aveva dei giochi in cartuccia (già pronti). Beh, ti ricordo che comunque i giochi in cartuccia (io ne avevo un paio) facevano PIETA’, e per quelli più lunghi/carini serviva anche a noi la cassetta con caricamento eterno…(i più evoluti avevano il lettore di dischetti simil-floppy, io no).

    E pure su C64 c’era il Basic, tiè (anche se non sono mai riuscito a far funzionare un programma, neanche di 10 righe :D )

  4. chissenefrega Says:

    io avevo 6/7 anni e una marea di giochi per il mio ZX spectrum (con la bellezza di 16K di ram)… disadattato o no (più sì che no, ora che mi ci fai pensare) mi sono divertito molto anche a programmare: in edicola vendevano delle riviste (che ancora oggi conservo) con degli stralci di codice da ricopiare… centinaia di righe per fare delle cose meravigliosamente inutili tipo un cerchio che rimbalza sulle pareti dello schermo… ore e ore della mia infanzia perdute così! :D

    comunque poi ho avuto anche il C64, C128 e l’Amiga :D

  5. chissenefrega Says:

    …ah, dimenticavo, per allineare il testo all’immagine lìssù, devi selezionarla (nell’editor), cliccare su “insert/edit image” (icona con l’alberello) e selezionare “Left” sulla voce “Alignment” :P

  6. Antonio Says:

    Il giornalino!
    Me ne ricordo uno che aveva dei giochi (mediamente sfigati). Si chiamava Paper Soft, ed aveva (ovviamente..) un papero come logo.
    Mi sa che mio padre ne prendesse anche uno con centinaia e centinaia di righe. Che mediamente diligentemente studiavo quel minimo per compiacerlo.
    Temo di dover confessare di aver scritto un programmino che faceva i grafici dei risultati delle elezioni. Avevo tipo dodici anni.
    Immagino che ora sia molto più chiaro quanto il sottoscritto sia sempre stato un disadattato.

  7. IllegallyBlonde Says:

    Io una volta riucii a creare uno squallidissimo programmino che faceva le somme tra due numeri col C64……..poi mi sono iscritto a Psicologia :D. E mi ricordo che odiavo il mio vicino di casa che aveva i floppy che caricavano subito. Anch’io andavo di cassettina :(. Però il comandino per cambiare colore alle cornici e agli sfondi mi garbava assai e ci ho passato diversi pomeriggi (insomma più che disadattato direi proprio autistico).

  8. Kekule Says:

    Premetto: parla uno che IN QUESTO MOMENTO sta facendo un effetto per una demo su Spectrum 128 ed una demo per Commodore Plus/4.
    La storia dell’autore della saga di JSW mi era totalmente nuova, e fa parte delle Grandi Leggende degli Home Computer, come la Imagine che fallisce mentre la BBC gira un documentario sul loro successo (cercatelo: Commercial Breaks, sui vari TuTubi), o Gray che programma a 15 anni gli scacchi su uno ZX80 da 1K, o la versione Plus/4 di A.C.E. nata per errore, e così via.

    quando i mai troppo lodati Virginiana cantano di essere ‘lento e disconnesso’ come un C64 dimostrano di non aver mai, evidentemente, avuto a che fare con i Sinclair
    Ennò bello mio, ti sbagli assaje assaje: lo Spectrum era 4 volte più veloce di un misero C64, basti vedere la velocità della grafica 3D di Fighter Bomber…

    Oh, e comunque Atic Atac e la Ultimate isometrica hanno sempre dimorto spaccato, un po’ come gli archeidfaiarafferraaaarah o quella roba lì.

  9. chissenefrega Says:

    @antonio: mi riferivo a Personal Software, però mi sa che avevo anche un paio di numeri di quello col papero

    io il programma per fare i grafici delle elezioni non l’ho mai fatto, però, all’epoca, con l’Amiga e Deluxe Paint (pfui, altro che fotosciop!!!) riscrivevo i titoli delle notizie del telegiornale e li facevo entrare sullo schermo con mirabolanti effetti speciali. Ed erano graficamente molto più appetibili degli statici titoli del tg1 :P

    @IllegallyBlonde: i comandi per cambiare i colori dei bordi e per fare l’effetto a righe colorate tipo quando si caricavano i programmi sono state delle meravigliose scoperte! ;-)

  10. Kekule Says:

    Sì però dai ummi fate fare tutto a me, ecco:
    http://www.museo-computer.it/SalaLettura/PaperSoft

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