“Affittasi Ubiquità” (cit.)

Tanto tempo passato a lamentarsi del Brullonulla toscano, poi ti arriva un fine settimana incredibilmente fitto di impegni. Praticamente, il genere di post che sogni di scrivere da anni per far vedere che anche qui sei capace di avere una vita sociale. Praticamente, il genere di post che sogni di scrivere in modo da poter ribattezzare il tuo blog, per un paio di giorni, SantacruzVegan. Praticamente, il genere di post che fa venire, contemporaneamente, l’itterizia e la sesta malattia al povero Kekule.

[vi ho detto che venerdi sera al Viper c’è Jens Lekman?]

Questa sera segna il glorioso ritorno in terra toscana della (ex)Coinquilina. Non contenta di essere venuta già una prima volta, e di aver visto il sottoscritto sfasciare la sua macchina all’uscita di un concerto dei gloriosi FakeP. Sprezzante del pericolo corso condividendo la mia casa, il mio stesso letto e le mie nevrosi per due mesi, pur di avere una foto con il suo guru di riferimento. Talmente incosciente da non essere scappata via urlando neppure quando la vicina di casa- donna che ridefinisce il concetto di impicciona– le ha chiesto se fosse mia moglie. Insomma, stasera, il glorioso ritorno in terra toscana della (ex)Coinquilina. Tutto ciò, pur di chiedere ad un malinconico svedese di cantarle qualcosa da Rocky Dennis.

[vi ho detto che venerdi sera al Viper c’è Jens Lekman?]

In realtà, è già da stasera che il Brullonulla toscano si trasforma in una scoppiettante sarabanda di avvenimenti mondani, in una succursale di Manhattan, esagerando si potrebbe dire: in un luogo dove la gente, la sera, esce di casa e si diverte. Con due concerti in perfetta contemporanea.

As seen on Outsiders!!

As seen on Il mio Amico Supergiovane!!

Alla storica Flog, il luogo che mi ha visto battere il record di birre acquistate e schiantate per terra ancora intere causa improvviso pogo selvaggio, gli Offlaga presentano il loro Bachelite. Purtroppo i miei rapporti con Collini sono improvvisamente peggiorati, da quando a Get Black io ho confessato di ignorare la produzione dei Sonic Youth e lui si è vendicato dichiarando di detestare le camicie floreali di Zio Ciuffo. Gli emissari dell’ONU, capeggiati dal prode Woland, stanno cercando di ricomporre la lite proponendo che stasera sventagli sul pubblico gladioli in luogo dei soliti Tatranky, in un gesto di distensione e buona volontà.

[vi ho detto che venerdi sera al Viper c’è Jens Lekman?]

Alla Limonaia dietro casa, invece, uno di quei gruppi inglesi tutti uguali che vanno tanto di moda da seguire con curiosità ed interesse, per scoprire se si tratta dell’ennesima bufala-NME o qualcosa di più. Pete and the Pirates, con galeone annesso. Per pure ragioni musicali ed estetiche, quali la sveglia la mattina dopo alle sette, l’essere il locale precisamente dietro casa, e la necessità comunque di una presenza fisica a scaldare una scrivania per giustificare il furto mensile di uno stipendio, il sottoscritto e la (ex)Coinquilina saranno probabilmente avvistati a questo secondo appuntamento.

Non vorrei dilungarmi troppo, invece, sull’evento di venerdi sera. Premesso che il senso della vita umana si misura in ore passate ad ascoltare le meravigliose canzoni di Jens Lekman, e che test clinici dimostrano che l’esistenza di nove persone su dieci è radicalmente migliorata, con punte anche del 97%, dopo aver visto di persona Jens Lekman, mi torna a questo punto in mente che non so se vi ho detto che venerdi sera, al Viper, c’è Jens Lekman.

Ad aprire le danze prima del meraviglioso cantante scandinavo, i deliziosi Comaneci (vi ho mai detto che sono follemente innamorato della cantante Francesca?). A scatenare le danze, dopo l’imperdibile esibizione del geniale artista venuto dal freddo, il buon Enzo Polaroid, l’unico diggei capace di farvi ballare già oggi con ciò che, tra sei mesi, uscirà in vinile pressato fucsia su di un’etichetta finlandese che pubblica solo per mail order e consegna i suoi dischi solo lasciandoli in un cassonetto per l’umido poco fuori un Boots nella periferia di Bristol.

Sabato sera, infine, il giorno dopo il concerto di Jens Lekman che temo mi sia sinora sfuggito di ricordarvi, un’altra odiosa sovrapposizione. Dai nostri spacciatori di Cynar preferiti, in quel di Ponterotto, suoneranno i deliziosi Amycanbe (vi ho mai detto che sono follemente innamorato della cantante Francesca?), mentre alla Limonaia dietro casa si potranno vedere i suonini anni ottanta dei miei corregionali Atari, che ripassano per la seconda volta in poco tempo in Toscana, e che mi dispiacerebbe assai perdere nuovamente.

Sempre che io non sia dovuto correre, nel frattempo, a casa della (ex)Coinquilina per giustificare ai suoi genitori il perchè la loro figlia sia, improvvisamente, volata in Svezia per sposarsi dopo il concerto- del quale mi sa che mi sono sinora dimenticato di parlare su queste pagine- del meraviglioso Jens Lekman, venerdi sera, al Viper.

[questo post- scritto senza il benchè minimo conflitto di interessi- vi è gentilmente offerto dalla Trattoria Organetta. cucina tipica calabrese e non solo. per i dolci, ci stiamo attrezzando.]

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5 Risposte to ““Affittasi Ubiquità” (cit.)”

  1. Giorgia Says:

    Senti, maaaa… per caso venerdi sera al Viper c’è mica Jens Lekman?

    :D

  2. accento svedese Says:

    Perchè pete and the pirates non vieni a vederli al covo? stavolta non tiro il pacco… :P
    Saluti dalle nebbie ferraresi.

  3. // R Says:

    si può dire MALEDETTI su questo blog?

  4. // R Says:

    pardon…scrivere :D

  5. Kekule Says:

    Vorrai scherzare! Quando scattano gli archeidfaiaraferrarah in miniatura tra Brozzi e Campo di Marte, e poi qualcuno ne parla, io direi che ci sguazzo!
    A proposito, sai che venerdì sera al vaipah…

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