Archive for agosto 2008

Il Formidabile Ritorno dei Fantastici Fratelli Phoney

sabato 23 agosto 2008,

“Voglio l’eutanasia.”

_”Hanno solo detto che non potrai bere per sei mesi..”

“Voglio l’eutanasia. Adesso.”

I’m lucky, I can open the door and I can walk down the street

Belle and Sebastian, Dirty Dream #2

Paolo Fox diceva che questo era l’anno del Capricorno. Paolo Fox diceva che agosto sarebbe stato il mese pi scintillante di questo fantasmagorico anno del capricorno. Il sette agosto, dopo ben tre giorni di vacanza – passati con un costante quaranta di febbre – sono stato ricoverato. Malattie infettive. Epatite virale acuta di tipo A. Sedici giorni ospite del locale resort ospedaliero ed ora, dopo alcuni brevi consigli dalla regia, dieci giorni di convalescenza. Riposo assoluto, possibilmente in posizione distesa così il fegato si irrora. Paolo Fox deve bruciare tra le fiamme dell’inferno, mentre ai suoi fianchi Branko ed Antonio Capitani lo allietano con una versione per marimba e triangolo di American Boy. Per l’eternità.

“E non dire in giro che sono ricoverato. Non voglio visite.”

_”…”

“…”

_”Certo che sei un tipo strano, tu.”

“Sono tuo figlio. Te ne accorgi ora, dopo trentacinque anni che mi conosci?”

_”Ah, no di certo.”

“Ecco.”

Appunti per un nascituro romanzo breve, da scriversi durante la prossima degenza (vacanze di natale oppure future ferie estive).

Il Dottore Disumano che al pronto soccorso tasta il ventre, e rivolto ai colleghi, a voce alta: “Secondo me non è epatite. E’ qualcosa di più grave.”

Il Dottore Umano che la mattina dopo, con i risultati della TAC all’addome e di sei ettolitri del mio sangue, arriva, mi abbraccia e “Ho una bellissima notizia: è solo epatite.”

I lunghi, lunghi, lunghissimi pomeriggi steso in un letto, flebo al braccio, a guardare le olimpiadi.

Ammazzerei per una birra ghiacciata.

Il primo compagno di stanza, un logorroico botolo ventenne appassionato di suonerie.

Il secondo compagno di stanza, un BravoRagazzo(TM) con madre uberapprensiva che dormiva con noi.

Per poche ore, in mezzo, un delizioso e timidissimo portatore di piercing al sopracciglio, poi spostato altrove.

Va bene, era minorenne.

Difatti poi ho pensato di leggere finalmente Lolita.

Prontamente abbandonato, per manifesta noia.

Ammazzerei per un bicchiere di vino bianco.

Il diciottenne magro e nasuto che ti guarda e dice ‘e pensare che questa era l’estate della maturità, quella in cui chissà cosa combinavo’.

Il giorno in cui gli arriva la diagnosi e lo trasferiscono.

Leucemia.

Il caffè al bar alle sette del mattino. Il cornetto al cioccolato di nascosto dai dottori. La prima sigaretta du jour nel giardinetto. Le chiacchiere col frate francescano. Pensare che sarebbe bello, credere. Ma a me non è toccato.

Ammazzerei per una doccia. E per un cocktail martini.

I tre che sono usciti dal reparto coperti da un lenzuolo.

Il guagliunciello di San Giuseppe e il signore di Torre. Entrambi con infezioni prese in altri ospedali, per la mancata pulizia delle sale operatorie.

La scala antincendio per fumare.

Le zanzare.

Le passeggiate alle sette di sera con papà intorno alla torre di cardiologia.

Ammazzerei per un bagno che non sia in comune con altri diciotto degenti. E per un daiquiri alla fragola.

La barba lunga, sempre più bianca e sempre meno nera.

Non vedo l’ora di tornare a lavoro.

Tante zanzare.

Le transaminasi e la bibidibobidiburubina.

La gioia quando qualcuno ti portava un quotidiano o qualcosa di nuovo da leggere.

Le t-shirt che non mettevi dal 1993 che papà continuava a recuperare dall’armadio con la stessa perizia di un cane da tartufo nei boschi di Alba.

Si, anche quella dei Guns’n’Roses.

Troppe zanzare.

Due litri d’acqua al giorno per sostituire i lavaggi.

Il voi al posto del lei.

Il mare, lontanissimo, oltre la finestra.

Scoprire che sedici giorni in un reparto di malattie infettive, ecco, servono a riequilibrare ansie e priorità della tua vita.

Intendo per quindici minuti, dopo i quali ti farai venire nuovamente una crisi isterica per una matita temperata male.

_”Anto’, prepara la borsa. Te ne esci.”

“…”

_”Questa è la tua dieta. Queste le analisi da fare. Ci rivediamo tra una settimana. Niente alcolici, mi raccomando.”

“…”

_”Altro?”

“Paolo Fox deve morire.”

_”Non dirlo a me. Anche io sono Capricorno.”

“L’importante, nella vita, non è come si danno i colpi.

E’ come si reagisce a quelli ricevuti.”

Valentina Vezzali, dopo aver vinto l’oro

Clic

Annunci